Maria Federica Baroncini, Pendragon, 2022
“Non è vero, non vero: tu ritornerai”. Queste parole, pronunciate da Ada Gobetti, moglie di Piero Gobetti, morto a soli 25 anni per le conseguenze della brutale aggressione subita dagli sgherri fascisti, mi entrarono in testa tanti anni fa. Non ne sono più uscite. E sono state d’ispirazione per raccontare la storia di un’altra donna: Mafalda. Anche lei, come Ada, giovane moglie e madre, costretta ad affrontare la Seconda Guerra Mondiale da sola e a re-inventarsi una vita, a conflitto terminato. Con un aiuto determinante e inaspettato: quello della bellezza, “sprigionata” dall’arte dell’antico palazzo nel quale Mafalda si ritrova ad abitare, suo malgrado.
Tennispedia
Gene Gnocchi, Pendragon, 2022
Tutto quello che dovreste sapere sul tennis spiegato da chi ne sa meno di voi
Da Agassi alle Williams, dal back allo slice, i personaggi e le parole del tennis raccontati, voce per voce, nello stile inconfondibile di Gene Gnocchi. E di tanto in tanto una divagazione, un ricordo personale, un aneddoto che rendono ancora più gustosa la lettura. Tra il surreale e l’ironico, una demitizzazione e insieme una dichiarazione d’amore per quella che è, realmente, una delle passioni della sua vita.
Il mondo senza un filo di grasso
Gene Gnocchi, Baldini & Castoldi, 2024
Uno sguardo per impressioni, spietato, irridente, divertente e talvolta perfino malinconico su molti interrogativi rimasti irrisolti e che presenta il mondo quale potrebbe essere. Il Dizionario, diviso in otto sezioni e composto da 325 voci, non intende coprire esaustivamente il campo dello scibile umano. Si va dalla geografia («La prima spedizione per l’Africa fallì perché gli esploratori avevano il loden»), alla matematica («L’idea di estrarre le radici dei numeri non si sa a chi è venuta, ma comunque lo stanno cercando»), alla zoologia («Nelle persone calve il pipistrello si attacca alle sopracciglia»). Gnocchi segue il criterio guida della parzialità assoluta, dell’intuizione antipedagogica attraverso una verve comica irresistibile e un sapiente uso dell’ironia, che riconfermano il suo talento.
Il gusto puffo
Gene Gnocchi, Solferino, 2021
Siamo un’umanità al gusto puffo, ammettiamolo. Ognuno fiero del suo colore un po’ sopra le righe, ma senza il coraggio di uno scarto di personalità al di là di quel sapore indefinibile, che tende alla vaniglia. Ognuno impegnato a sopravvivere, anche un po’ a se stesso. Ognuno detentore di certezze granitiche, costruite quando va bene su un malinteso.
Cosa fare a Faenza quando sei morto
Gene Gnocchi, Bompiani
Se sei morto, o stai per diventarlo, Faenza è il buen retiro che hai sempre sognato. O almeno così pensa Piero Schivazappa, in arte Rudi Ortolani detto Rudi O’ che, in fuga dal frastuono del mondo, tenta maldestramente di scrollarselo di dosso. Con risultati tragici, in ogni senso: perché anche in mezzo alle piste ciclabili e con il mare in lontananza non c’è modo di sottrarsi al molesto cicaleccio degli indispensabili opinionisti nostrani, delle trasmissioni tv a bassissimo contenuto riflessivo, del frusto discorso politico, degli speciali su Padre Pio e soprattutto delle migliaia di notizie futili vomitate a getto continuo dai mass media. Attraverso un flusso di coscienza tra la confessione personale e la satira spietata, Gene Gnocchi in queste pagine dipinge un personaggio memorabile: comico, cupo e surreale allo stesso tempo, che sbeffeggia la nostra ossessione per la celebrità, l’ansia di essere à la page e le nostre velleità.
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Credits: Foto: Barbara Fabbri – Sito Web: Artigiano Digitale
